Quanto costa l’assicurazione per il gancio traino

La bella stagione è complice di viaggi e gite fuori porta più frequenti e per molti automobilisti che decidono di mettersi in viaggio col proprio veicolo, aumenta la richiesta di carrelli, roulotte e rimorchi. Un aspetto fondamentale è il gancio traino che per essere installato deve essere omologato e aver superato la procedura di collaudo presso la Motorizzazione civile. Molto spesso una delle dimenticanze degli automobilisti riguarda l’assicurazione: il gancio traino deve anche essere assicurato. Si tratta quindi di un’entità a parte, ben distinta dall’auto e dal rimorchio e che necessita di una polizza assicurativa ad hoc (a meno che non si disponga di un carrello appendice).
Come prima cosa, il gancio traino deve avere l’omologazione e solo del personale tecnico può procedere al montaggio e rilasciare la documentazione adatta di montaggio a regola d’arte e collaudo, al fine di garantire sicurezza. In un secondo momento, quando sono stati effettuati questi iter, è necessario aggiornare la carta di circolazione del veicolo e provvedere ad una copertura assicurativa. La polizza RCA prevede l’estensione della copertura anche per il gancio traino, in caso di distacco o capovolgimento del rimorchio, ovviamente ad un costo aggiuntivo. Inoltre la polizza serve a coprire anche i rischi statici, vale a dire quando il rimorchio è in sosta.

Premesso che, quindi, il premio assicurativo aumenta, è possibile risparmiare sui costi dell’assicurazione del gancio traino innanzitutto confrontando i prezzi e consultando diverse agenzie assicuratrici oppure stipulando una polizza che copra solo il rischio statico (soprattutto se il rimorchio è parcheggiato in un luogo fisso o non si sposta frequentemente). Alcune agevolazioni sono previste per chi è membro di un’associazione di camperisti. È importante sottolineare che la mancanza di copertura assicurativa sul gancio traino comporta una sanzione di 600 euro, il sequestro del rimorchio e l’obbligo di revisione presso la Motorizzazione.

Azzam, lo yacht più grande del mondo

Si chiama Azzam (in arabo significa determinazione) e ha conquistato il primato con i suoi 180 metri di lunghezza, come due campi di calcio. E’ lo yacht più grande del mondo superando l’Eclipse di Roman Abramovich, detentore del primato dal 2009 con i suoi “miseri” 163,5 metri.
Supera per dimensioni anche alcune navi da crociera, oltrepassando non solo l’Eclipse, ma anche le altre mega imbarcazioni che solcano i mari del mondo come il Dubai, l’Al Said Larssen, lo stesso Al Mirqab, il Samal, il Rising Sun, l’Octopus, lo yacht A, il Pelorus e molti altri.
L’Azzam è costato ben 500 milioni di euro (l’Eclipse “solo” 340) e non a caso l’armatore è Khalifa bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti ed emiro di Abu Dhabi, considerato da Forbes uno degli uomini più ricchi del pianeta (il ventiseiesimo per l’esattezza). Adesso possiede una nave all’altezza del suo patrimonio. Lo yacht è stato realizzato in meno di tre anni nei cantieri della tedesca Lurssen, gli stessi che hanno costruito l’Octopus di Paul Allen, co-fondatore di Microsoft. Non solo è lo yacht più grande al mondo, ma anche uno dei più veloci: 94 mila cavalli di potenza e raggiunge i 30 nodi di velocità. Inoltre il serbatoio può contenere fino a un milione di litri di carburante.
Sull’imbarcazione privata più lunga del mondo vige il massimo riserbo, infatti poco si sa sugli interni, non esistono delle immagini pubbliche. Il design è opera del francese Christophe Leoni, che ha optato per uno stile Impero di inizio Novecento, ovviamente all’insegna del lusso. L’esterno dello yacht è stato disegnato dallo studio milanese Nauta Yachts così come il ponte superiore. Secondo alcune fonti, l’Azzam è dotato di due piattaforme per elicotteri, due piscine, un cinema, una discoteca, vetri antiproiettile, una suite blindata e un sistema di difesa missilistico. Sembra che non manchi nemmeno un mini sottomarino personale.

Articolo a cura di Tessilmare, visitate https://www.tessilmare.com

Le regole per arredare casa

Nel momento in cui si entra in una nuova casa, la prima cosa che ci viene in mente è quella di arredarla. Prima di fare ciò, dovreste considerare delle regole fondamentali, sia che la vostra abitazione sia grande che piccola. Come prima cosa, bisogna tener conto della luce. Studiate bene l’esposizione della vostra casa, le stanze che vengono illuminate naturalmente dal sole e quelle in cui invece, l’ambiente è più buio. Solo in questo modo riuscirete ad aver chiaro il tipo di arredamento e i colori delle pareti da utilizzare, per rendere la stanza più luminosa possibile.

E’ davvero importante scegliere i colori giusti. Preferite, ad ogni modo, colori chiari, caldi, che diano un tocco di luce all’ambiente. Potrete tranquillamente utilizzare un tocco di colore intenso, magari che richiami uno degli elementi di arredo importanti della stanza in questione. Ad esempio, in salotto, utilizzate un tono identico a quello del divano. Adesso vediamo che tipo di arredamento adottare, stanza per stanza.

Iniziamo dall’ingresso. Questo deve essere funzionale e quindi, dovreste pensare bene di porre un appendiabiti proprio in questa zona. All’interno del salotto, è d’obbligo un divano ( meglio se divano letto in caso di ospiti) che non dovrà essere per forza grande. L’importante è creare un’atmosfera all’insegna del relax, proprio in questa stanza. La cucina invece dovrà essere attrezzata di un grande piano lavoro tra i fornelli e il lavabo, in modo tale da riuscire a lavorare comodamente.

La camera da letto dovrà essere arredata con gli elementi fondamentali. Quindi non potrà mancare un letto, un armadio spazioso, una cassettiera e due comodini. Passiamo adesso al bagno che dovrà essere molto luminoso, altrimenti sarà complesso specialmente per le donne, di truccarsi. L’ideale sarebbe avere sotto il lavandino un mobiletto per riporre gli oggetti e naturalmente, in questa stanza non potrà mancare uno specchio anche di grandi dimensioni.

A cura di Piran Sigfrido: arredamento d’interni Padova

Come elaborare una strategia di marketing

Strategia di marketing

Ogni volta che parli a qualcuno della tua attività sei coinvolto nel marketing. Ogni conversazione circa la tua azienda è un’occasione per promuovere la tua attività e aumentare le vendite.

Una strategia di marketing identificherà i diversi modi in cui è possibile parlare ai propri clienti e concentrarsi su quelli che produranno la maggior parte delle vostre vendite.

Una strategia di marketing “Ti dice cosa dire, come dirlo e a chi dirlo”

Strategia di marketing: obiettivi

I tuoi obiettivi di marketing si concentreranno su come aumentare le vendite, ottenendo e mantenendo i clienti giá acquisiti.

Una strategia di marketing ti aiuterà a selezionare i messaggi e a metterli in pratica.

Strategia di marketing: cosa far sapere ai tuoi clienti

Una strategia di marketing di successo si misura dalla comprensione che i tuoi clienti hanno del tuo messaggio (e come convincerli a comprare da te).

L’esperienza e una comunicazione bidirezionale regolare vi diranno molto sui vostri clienti. La ricerca mirata sul mercato creerà un quadro più dettagliato dei segmenti di clienti con avranno delle esigenze simili. Ti aiuterà a capire come puntare queste persone in modo da non perdere tempo con persone che non sono interessate alla tua offerta.

Ma dovrai anche capire come funziona il tuo mercato – dove i tuoi clienti scoprono, ad esempio, la tua offerta.  La tua strategia dovrebbe inoltre fornire informazioni sulla concorrenza e quali nuove tendenze aspettano il tuo business.

Strategia di marketing: fare un piano

Un piano di marketing spiega come mettere in azione la tua strategia . Definirà i budget e le scadenze, ma ti dirà anche come dovrai parlare con il tuo target di clienti – sia che si tratti di pubblicità, di networking, di spettacoli commerciali, di marketing diretto e così via.

Parla con i tuoi clienti! …adattati ai loro cicli di acquisto, questo risparmierà denaro e implementerá  le vendite.

Infine, il tuo piano di marketing dovrebbe guardare al futuro: dovrebbe illustrare come seguire le vendite e cosa stai facendo per sviluppare la tua offerta.

Molto importante sarà la stampa su forex dei vostri messaggi pubblicitari. Come per qualsiasi piano, i progressi dovrebbero essere misurati e valutati regolarmente per vedere cosa funziona e cosa no, in modo da poter impostare nuovi obiettivi come ad esempio i cambiamenti di mercato.

Gli effetti indesiderati degli anticoncezionali

Gli effetti desiderati, terapeutici che si ottengono utilizzando un preparato estroprogestinico sono: -contraccezione efficace; -miglioramento della sintomatologia dolorosa collegata a flussi abbondanti-> quindi stiamo parlando della cura della dismenorrea, dei flussi abbondanti e dell’anemia collegata a questo abbondante sanguinamento; -riduzione del rischio di alcuni tumori(ovaio, endometrio)-> però non si prescrive di sicuro un estroprogestinico al fine di realizzare questo obiettivo; -riduzione del rischio di gravidanze ectopiche; -miglioramento della sintomatologia premestruale anche nella sua componente disforica(alterazione del tono dell’umore), e la mastodinia collegata-> questi effetti sono dovuti al calo di estrogeni e progesterone che si verifica in questo periodo(successivamente gli estrogeni riprenderanno a crescere sotto la spinta dell’FSH). Questa sintomatologia potrebbe essere migliorata quindi da trattamenti che non prevedono la settimana di pausa, ma solo un periodo di pochi giorni; -miglioramento di alcune problematiche dermatologiche come l’acne(nel caso di un estroprogestinico che possiede anche una componente androgenica), irsutismo; -riduzione del rischio di PID(malattia infiammatoria pelvica); -prevenzione della perdita ossea in alcune fasi della vita->pensiamo alle amenorree nelle ragazze molto giovani o nelle donne che si avvicinano all’età della menopausa; -controllo di patologie benigne mammarie; -cura della sindrome perimenopausale.

Vediamo ora quelli che sono gli effetti indesiderati e i rischi della contraccezione ormonale: -aumento del rischio di carcinoma cervicale, possibile aumento di rischio di carcinoma mammario -sicuramente la letteratura ci dice che dobbiamo stare attenti all’aumentato rischio trombotico sia venoso che arterioso.

Può la contraccezione compromettere la mia fertilità futura? No, perché il blocco ipotalamoipofisario è temporaneo, alla sospensione del farmaco c’è un’immediata ripresa dell’attività ovarica con l’ovulazione dei giorni fertili che al massimo compare con un ritardo di 1-2 settimane rispetto ad un ciclo normale, raramente si verificano delle amenorree e delle iperprolattinemie che durano fino a 6 mesi. Nel caso in cui una coppia voglia intraprendere una gravidanza, non c’è motivo di aspettare 1 o 2 mesi dalla sospensione dell’ultima pillola perché non c’è nessun effetto negativo residuo e il tasso di concepimento è normale fin dal primo ciclo dopo la sospensione(infatti i valori degli ormoni
steroidei si abbassano rapidamente nel giro di 24 ore dalla sospensione della pillola); l’unica motivazione potrebbe essere quella di voler sapere per “comodità” la data dell’ultima mestruazione e allora in quel caso si aspetta la ripresa del ciclo spontaneo.  Ci sono rischi nel caso rimanga incinta nonostante la pillola? Non è stato dimostrato nessun aumento del rischio di anomalia congenita nel caso di gravidanza insorta in corso di estroprogestinico. Non c’è dubbio che la sicurezza di un farmaco e quindi anche del contraccettivo è in funzione del tipo di paziente in questione, dei suoi rischi attuali e familiari; per questo uno dei punti più importanti da tenere in considerazione nella corretta prescrizione di un farmaco è un’anamnesi adeguata.  Un’altra paura connessa alla pillola e quindi al trattamento ormonale è quello del maggiore rischio di tumore. Per quanto riguarda il cancro dell’ovaio e dell’endometrio non c’è nessun dato che dimostri un’aumentata incidenza a seguito di trattamento estroprogestinico; anche concettualmente non c’è nessun motivo di pensare ad un aumentato rischio di tumore perché queste terapie mettono a riposo gli organi suddetti, diminuendo la proliferazione e quindi il rischio di degenerazione neoplastica. Anche per quanto riguarda il cancro della mammella non ci sono ancora studi che dimostrano un aumento del rischio a seguito di trattamento estroprogestinico, anche perché si dovrebbero fare dei trials clinici randomizzati e controllati per un periodo di tempo molto lungo(almeno 20 anni), cosa molto complessa considerando anche il fatto che i tipi di farmaci cambiano molto velocemente nel tempo. Invece per quanto riguarda il cancro del collo dell’utero abbiamo un aumentato rischio solo però nelle donne affette da HPV. In questo caso non si è capita ancora bene la correlazione fra il ruolo dell’estroprogestinico e la patogenesi tumorale: potrebbe essere implicato il meccanismo di eversione della zona di trasformazione(indotto dagli estroprogestinici) con un epitelio cilindrico cervicale più esposto in vagina e quindi più soggetto ad agenti esterni; oppure si potrebbe pensare al fatto che le donne che prendono la pillola fanno anche minor uso della contraccezione di barriera(preservativo) e quindi sono più esposte all’infezione da HPV che è direttamente implicato nella patogenesi tumorale.

L’ascesa del consulente di carriera

Affidarsi ad un consulente di carriere è sempre più importante

Il consulente di carriera ha sperimentato una crescita esplosiva negli ultimi anni. Per non essere scambiato per life coach, che si concentra sullo sviluppo personale, il consulente di carriera si prefigge di indirizzare gli individui con una guida pratica su come progredire nel corso della propria carriera lavorativa, anche in un campo completamente nuovo.

Tradizionalmente il percorso di carriera di un dipendente è lasciato nelle mani del reparto delle risorse umane, ma con sempre più persone che vogliono prendere il controllo della loro carriera il ruolo del consulente sta diventando fondamentale.

Corinne Mills, amministratore delegato di Personal Career Management, ha spiegato: “I dipartimenti di risorse umane vengono utilizzati anche per gestire la carriera, ma ora sono molti i dipendenti che vogliono farlo per se stessi, è necessario infatti essere proattivi sulla gestione della propria carriera – non si può lasciare che derivi da qualcun’altro.” Fondamentale quindi diventa il ruolo del consulente di carriera.

I clienti di Corinne, sia liberi professionisti che imprese, chiedono consigli su una serie di fattori, tra cui la ridondanza, lo sviluppo della carriera, cambiamento di carriera, la ricerca del lavoro, l’assunzione e il mantenimento del posto di lavoro.

“Alcuni clienti vogliono passare da dove sono a posizioni più elevate, ma non hanno le idee chiare su quale sia la mossa giusta per loro. Altri sanno esattamente quello che vogliono, ma hanno bisogno di aiuto a convincere i datori di lavoro ad assumerli o promuoverli e alcuni clienti vogliono aiuto nella gestione di una situazioni impegnativa sul posto di lavoro “, ha dichiarato Corinne.

“Il nostro obiettivo è di aiutare le persone a capire ciò che noi chiamiamo la ‘il capitale di carriera’ -. In altre parole, le loro competenze, conoscenze, capacità e punti di forza personali.

“Usiamo questa conoscenza per aiutarli ad esplorare e decidere sulle loro opzioni e per poi proporle in modo efficace ai datori di lavoro,” ha detto.