Gli effetti indesiderati degli anticoncezionali

Gli effetti desiderati, terapeutici che si ottengono utilizzando un preparato estroprogestinico sono: -contraccezione efficace; -miglioramento della sintomatologia dolorosa collegata a flussi abbondanti-> quindi stiamo parlando della cura della dismenorrea, dei flussi abbondanti e dell’anemia collegata a questo abbondante sanguinamento; -riduzione del rischio di alcuni tumori(ovaio, endometrio)-> però non si prescrive di sicuro un estroprogestinico al fine di realizzare questo obiettivo; -riduzione del rischio di gravidanze ectopiche; -miglioramento della sintomatologia premestruale anche nella sua componente disforica(alterazione del tono dell’umore), e la mastodinia collegata-> questi effetti sono dovuti al calo di estrogeni e progesterone che si verifica in questo periodo(successivamente gli estrogeni riprenderanno a crescere sotto la spinta dell’FSH). Questa sintomatologia potrebbe essere migliorata quindi da trattamenti che non prevedono la settimana di pausa, ma solo un periodo di pochi giorni; -miglioramento di alcune problematiche dermatologiche come l’acne(nel caso di un estroprogestinico che possiede anche una componente androgenica), irsutismo; -riduzione del rischio di PID(malattia infiammatoria pelvica); -prevenzione della perdita ossea in alcune fasi della vita->pensiamo alle amenorree nelle ragazze molto giovani o nelle donne che si avvicinano all’età della menopausa; -controllo di patologie benigne mammarie; -cura della sindrome perimenopausale.

Vediamo ora quelli che sono gli effetti indesiderati e i rischi della contraccezione ormonale: -aumento del rischio di carcinoma cervicale, possibile aumento di rischio di carcinoma mammario -sicuramente la letteratura ci dice che dobbiamo stare attenti all’aumentato rischio trombotico sia venoso che arterioso.

Può la contraccezione compromettere la mia fertilità futura? No, perché il blocco ipotalamoipofisario è temporaneo, alla sospensione del farmaco c’è un’immediata ripresa dell’attività ovarica con l’ovulazione dei giorni fertili che al massimo compare con un ritardo di 1-2 settimane rispetto ad un ciclo normale, raramente si verificano delle amenorree e delle iperprolattinemie che durano fino a 6 mesi. Nel caso in cui una coppia voglia intraprendere una gravidanza, non c’è motivo di aspettare 1 o 2 mesi dalla sospensione dell’ultima pillola perché non c’è nessun effetto negativo residuo e il tasso di concepimento è normale fin dal primo ciclo dopo la sospensione(infatti i valori degli ormoni
steroidei si abbassano rapidamente nel giro di 24 ore dalla sospensione della pillola); l’unica motivazione potrebbe essere quella di voler sapere per “comodità” la data dell’ultima mestruazione e allora in quel caso si aspetta la ripresa del ciclo spontaneo.  Ci sono rischi nel caso rimanga incinta nonostante la pillola? Non è stato dimostrato nessun aumento del rischio di anomalia congenita nel caso di gravidanza insorta in corso di estroprogestinico. Non c’è dubbio che la sicurezza di un farmaco e quindi anche del contraccettivo è in funzione del tipo di paziente in questione, dei suoi rischi attuali e familiari; per questo uno dei punti più importanti da tenere in considerazione nella corretta prescrizione di un farmaco è un’anamnesi adeguata.  Un’altra paura connessa alla pillola e quindi al trattamento ormonale è quello del maggiore rischio di tumore. Per quanto riguarda il cancro dell’ovaio e dell’endometrio non c’è nessun dato che dimostri un’aumentata incidenza a seguito di trattamento estroprogestinico; anche concettualmente non c’è nessun motivo di pensare ad un aumentato rischio di tumore perché queste terapie mettono a riposo gli organi suddetti, diminuendo la proliferazione e quindi il rischio di degenerazione neoplastica. Anche per quanto riguarda il cancro della mammella non ci sono ancora studi che dimostrano un aumento del rischio a seguito di trattamento estroprogestinico, anche perché si dovrebbero fare dei trials clinici randomizzati e controllati per un periodo di tempo molto lungo(almeno 20 anni), cosa molto complessa considerando anche il fatto che i tipi di farmaci cambiano molto velocemente nel tempo. Invece per quanto riguarda il cancro del collo dell’utero abbiamo un aumentato rischio solo però nelle donne affette da HPV. In questo caso non si è capita ancora bene la correlazione fra il ruolo dell’estroprogestinico e la patogenesi tumorale: potrebbe essere implicato il meccanismo di eversione della zona di trasformazione(indotto dagli estroprogestinici) con un epitelio cilindrico cervicale più esposto in vagina e quindi più soggetto ad agenti esterni; oppure si potrebbe pensare al fatto che le donne che prendono la pillola fanno anche minor uso della contraccezione di barriera(preservativo) e quindi sono più esposte all’infezione da HPV che è direttamente implicato nella patogenesi tumorale.